Come funzionano le azioni: la guida completa

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Oggi fare trading con le azioni è diventata una pratica abbastanza accessibile per chiunque. Tra consulenti specializzati e guide molto semplici da consultare, si è riusciti a rendere facile qualcosa che, solo pochi anni fa, sembrava essere riservata a pochi eletti, con un background in Economia e Finanza o con una solida consulenza alle spalle. Nonostante questo, molte persone sono ancora spaventate da un mondo che non vogliono conoscere e approfondire perché ancora troppo difficile da comprendere. Eppure, cominciare dal basso e provare a guadagnare qualcosa comprando e vendendo azioni e facendo trading può regalare soddisfazioni anche ai più scettici. In questa guida proveremo a far chiarezza sulla natura delle azioni e su come sfruttarle per generare degli utili.

Cosa sono le azioni

Le aziende possono decidere di dividere il loro capitale in quote e di presentarsi sul mercato attraverso la presenza in Borsa. Essere quotati in Borsa, per una società, rappresenta un ottimo modo per aumentare notevolmente il proprio capitale e quindi  sostenere dei grossi investimenti con lo scopo di far crescere l’azienda in modo più veloce e semplice. Infatti, queste quote possono essere vendute a un prezzo che spesso è superiore a quello del valore effettivo del dividendo. Per dirla in parole semplici, l’azienda rinuncia a una quota di sé stessa (si tratta di una vera e propria rinuncia che però non comporta la perdita dell’azienda in toto) per guadagnare, però, una somma più grande del valore di quella quota.

Ma perché dovremmo comprare da un’azienda una quota che vale 1.00 al prezzo di 2.00? Molto semplice: per poi rivenderla a 3.00. Il principio alla base delle quotazioni di borsa è più o meno questo ma non sempre le cose vanno come dovrebbero. Il valore delle azioni di una società è strettamente correlato all’andamento del mercato.

Cosa determina il valore di un’azione

Se le cose andassero esattamente come appena descritto, probabilmente tutti giocheremmo in Borsa. Ma, si sa, al mondo non c’è nulla di sicuro. Possedere delle azioni comporta sempre dei rischi (come in ogni altro tipo di investimento ad esempio in start up oppure investimenti nell’oro) che, la maggior parte delle volte, possono essere preventivati e calcolati ma, in alcuni casi, possono determinare il fallimento o meno di un investimento.

Se compriamo un’azione a un determinato prezzo per poi rivenderla dovremmo per forza di cose fare i conti con il rischio che questa perda di valore. Questa misura dipende dalla percezione dell’andamento futuro della società, valore che viene stabilito dal mercato sulla base di diversi fattori.

Se l’azienda è in salute e le proiezioni di mercato la danno “sulla cresta dell’onda” per altri anni a venire, il valore di queste quote sarà più alto. Se avviene il contrario, ossia se l’azienda comincia a perdere con la concorrenza e non riesce a risollevarsi, le proiezioni di mercato la bolleranno come una società a rischio di fallimento, e sarà davvero difficile, per un investitore, rivendere le quote che aveva comprato in precedenza. Nessuno sarà disposto a comprarle perché non potrà mai rivenderle. Oppure nel caso in cui la tua visione dovuta all’analisi dell’azienda ti porta a pensare che la stessa tra non molto tempo possa risollevarsi, allora questo è il momento migliore per comprare delle azioni in quanto il prezzo è molto vantaggioso.

Infatti esistono tante casistiche diverse. Può avvenire che un’azienda con proiezioni fallimentari si risollevi grazie a una buona strategia, così come è possibile che un’azienda florida e destinata al successo compia una scelta sbagliata e perda di valore.

Il caso di Amazon

Il caso dell’azienda fondata da Jeff Bezos è forse il più esemplificativo. Chi ha acquistato dei dividendi quando Amazon non era ancora il colosso che è oggi, ha tra le mani un valore azionario davvero alto. Nel corso del tempo, infatti, questa società ha acquistato sempre più potere e valore e lo farà ancora per diversi anni; e il mercato se n’è accorto. Ecco che le sue quotazioni in Borsa sono schizzate alle stelle e ad oggi, chi possedeva le sue azioni, ha potuto rivenderle ricavando una somma davvero notevole.

Ma a chi vengono vendute delle azioni con un prezzo così alto come quelle di Amazon? Conviene comprarle? E se poi il loro valore diventa troppo alto e nessuno le vuole più acquistare?

Dipende dal periodo. Se si possedevano delle azioni, venderle oggi è la decisione più saggia. Il punto è che il valore delle azioni di Amazon è destinato a crescere nel tempo date le proiezioni di mercato e sì, si arriverà a un punto in cui il costo sarà troppo alto per giustificare l’investimento. Per il momento, però, ci sono fondi azionari disposti a spendere cifre elevate per accaparrarsi dei pacchetti di azioni che rappresentano ancora una miniera d’oro.

Lo stesso discorso vale per aziende come Coca Cola o Apple, e in questo caso Warren Buffett, ovvero l’investitore attualmente più bravo al mondo, ha avuto la giusta visione di inserire azioni di queste aziende in tempi in cui valevano poco.

Cosa comporta il possesso di una quota azionaria?

Tecnicamente, possedere le azioni di una società vuol dire farne parte, vuol dire aver investito del denaro in essa e ricavarne degli utili; se l’azienda ha ceduto quella quota, infatti, non la possiede più, e tutti i ricavi o perdite che ne derivano diventano un problema dell’acquirente.

Il discorso, però, è molto più complesso. Le società non quotano in Borsa tutto il loro capitale ma solo una parte. Questo avviene perché esiste una soglia percentuale che consente di mantenere il possesso dell’azienda e, di conseguenza, il potere decisionale. Se possiedo il 51% del valore azionario della mia azienda posso continuare a prendere delle decisioni. Ecco perché, in realtà, chi possiede delle piccole azioni (e parliamo di percentuali davvero basse) non è considerato né socio né tantomeno parte di quella società.

Ma alla maggior parte degli investitori “amatoriali” questo non interessa. È il guadagno, piccolo o grande che ne deriva, a convincerli ad acquistare l’azione, evitando, tra le altre cose, tutte le responsabilità che nascono dal possedere una grande azienda.

Come investire (e guadagnare) in azioni

Dopo aver visto cosa sono le azioni e cosa determina l’aumento o la diminuzione del loro valore e l’andamento sul mercato, passiamo ora a un aspetto più pratico e vediamo come fare per guadagnare da un’azione e come scegliere quelle giuste.

Esistono principalmente due possibilità per ottenere degli utili dalla vendita delle azioni. Non parliamo, infatti, solo del metodo classico, ossia quello di rivendere le azioni quando queste sono aumentate di valore (come nel caso di Amazon) ma anche di poter ricavare un guadagno se le azioni che vendiamo hanno perso di valore. Esatto, esiste anche questa possibilità ed è una pratica ancora poco conosciuta ma che spesso si rivela essere la mossa giusta.

Il metodo classico

Come detto, si acquistano delle azioni a un determinato prezzo, si aspetta (e a volte si incrociano le dita) che salgano di valore e si rivendono a un prezzo più alto. Questa sembrerebbe la soluzione più semplice. Tuttavia, per far sì che questa operazione generi un guadagno bisogna individuare le giuste azioni. È necessaria, quindi, una profonda conoscenza del mercato azionario e delle proiezioni di valore. La differenza tra un buon investimento e un fallimento è davvero piccola e il rischio è sempre elevato.

Fondamentale è anche il periodo in cui si rivende l’azione. L’investimento deve avere senso e non deve essere fatto per un guadagno minimo. Ecco perché a volte bisogna aspettare prima di rivendere le azioni anche se queste hanno aumentato il loro valore. Non possiamo sapere se in futuro il prezzo salirà ancora. Allo stesso modo, però, non dobbiamo attendere troppo.

L’ideale sarebbe rivendere l’azione quando questa ha raggiunto il suo picco massimo. Non si dovrebbe vendere né prima, quando ancora c’è margine di guadagno, né dopo, quando sia sfumata la possibilità di ottenere il profitto massimo.

Le azioni, comunque, non hanno “scadenza” e possono essere rivendute in qualsiasi momento permettendo al trader di fare le giuste valutazioni.

Il metodo alternativo: la vendita allo scoperto

Esiste, poi, un metodo diverso e alternativo per guadagnare dalle azioni anche se queste perdono di valore. Tale operazione viene chiamata vendita allo scoperto e il suo funzionamento è abbastanza semplice.

Consiste nella vendita di azioni che ancora non si possiedono. Facciamo un esempio: il compratore è interessato a un’azione che noi vogliamo vendere ma che ancora non possediamo. Facciamo una “promessa” all’acquirente dicendogli che non gliela venderemo subito ma in un secondo momento.

Noi non possediamo quel titolo perché già sappiamo, o prevediamo, che tale azione perderà di valore. E il guadagno sta proprio qui. Il compratore ci dà una certa somma, facciamo 1.00, ma noi acquistiamo l’azione che dobbiamo rivendere quando questa avrà già perso di valore, ad esempio quando costerà 0.90. In questo modo il nostro guadagno sarà di 0.10.

La vendita allo scoperto, però, ha vantaggi e svantaggi esattamente come la vendita classica e a volte è necessario alternare le due tipologie di trading in base al tipo di azione con cui si ha a che fare.

Le differenze tra i due metodi

Ognuno di questi due metodi ha dei vantaggi e degli svantaggi. Il metodo classico consente sicuramente guadagni maggiori in un minor tempo. Tuttavia, bisogna sempre fare i conti con il rischio di acquistare delle azioni a un prezzo elevato, convinti che queste saliranno di valore per poi ritrovarsi in perdita a causa di un’intuizione sbagliata.

La vendita allo scoperto, però, non è meno rischiosa ma ci consente di guadagnare da azioni che, altrimenti, non acquisteremmo mai. Anche qui esiste il rischio che quell’azione “promessa” al nostro compratore si riveli, invece, una quotazione profittevole e che il suo prezzo, quando andiamo ad acquistarla, sia superiore alla somma concessa dall’acquirente. In quel caso saremmo noi a dover saldare la differenza poiché tale titolo azionario deve comunque essere venduto all’acquirente.

Come scegliere le azioni giuste

Ora abbiamo capito come funzionano le azioni, ma come fare a scegliere quelle giuste su cui investirci dei soldi? Se esistesse una formula magica per capire se un’azione sarà profittevole o meno forse non esisterebbe nemmeno il mercato azionario. Questo perché se da una parte qualcuno guadagna da un’azione vuol dire che dall’altra parte un altro ci sta rimettendo. È proprio questo che giustifica la definizione di “giocare” in Borsa.

Basti considerare che Peter Lynch, uno degli investitori più famosi al mondo, afferma che non esiste alcuna formula ma che le azioni da comprare vanno studiate e analizzate singolarmente, per poi basarsi sulle esperienze accumulate come investitori per non commettere gli stessi errori più di una volta.

Senza entrare in meccanismi matematici troppo complessi, esistono però dei consigli che possono essere seguiti per evitare di fare scelte sbagliate quando ancora si è privi di esperienza. Non a caso, ci sono dei titoli il cui valore in perdita è facilmente individuabile ma che un trader alle prime armi non è ancora in grado di riconoscere.

Uno studio approfondito dell’azienda che vende l’azione è sempre la soluzione migliore per evitare rischi. Bisogna cercare di capire come tale azienda riduca i costi, come generi degli utili, come strizzi l’occhio ai mercati esteri ecc.

Ci sono poi diverse tipologie di aziende e, anche se alcune sembrano non generare molti ricavi, non è detto che non rappresentino un buon campo di investimento. Ci sono infatti aziende a crescita lenta che magari genereranno capitali importanti ma sul lungo periodo e aziende che, al contrario, sono a crescita veloce ma che generano guadagni più piccoli anche se nell’immediato.

Oltra a questo, naturalmente, bisogna sempre considerare due fattori fondamentali: intuizione e fortuna. Queste sono caratteristiche che certo non possono essere apprese ma che in Borsa contano e non poco.

Come evitare rischi

Anche qui non esiste la formula per non evitare rischi. Per ridurli al minimo, però, ci sono degli accorgimenti che andrebbero presi in considerazione. Il primo riguarda sicuramente il capitale di investimento. Quando si gioca in Borsa, infatti, non si destina tutto il proprio patrimonio alla compravendita di azioni ma solo una parte. Allo stesso modo, il capitale destinato alla Borsa può a sua volta essere suddiviso in più capitali. Gestendo in tale modo il proprio denaro non è detto che non si perdano soldi, ma i rischi sono sempre calcolati e le somme che si prevede di perdere non sono mai troppo alte. Il consiglio generale quindi è sempre quello di diversificare.

Quanto capitale investire in azioni

E qual è una somma che mi consenta di non perdere troppo denaro in caso di fallimento ma, allo stesso tempo, mi assicuri una rendita elevata in caso di successo? Nessuna. L’ammontare del capitale da investire è una decisione che va presa in autonomia e, chiaramente, in base alle disponibilità. Le storie che sentiamo sulle grandi perdite da parte di investitori che hanno fatto scelte sbagliate derivano, probabilmente, da un capitale di investimento troppo elevato che non ha consentito loro di mantenere una somma adeguata da parte in caso di rischi.

Ciò che può influire sulla scelta della somma da destinare agli investimenti in Borsa è la decisione di investire in giornata o sul lungo periodo. Nel primo caso può bastare anche un capitale iniziale di soli 200 euro. Si avranno dei ritorni immediati da poter investire ancora sempre nell’arco delle 24 ore. Non sono guadagni alti ma si basano sul principio dell’accumulo.

Un investimento mirato sul lungo periodo, invece, deve necessariamente passare per un capitale di investimento iniziale più alto, ma sarà in grado di generare profitti maggiori. L’importante è procedere per gradi, magari iniziando con investimenti piccoli e destinare, via via, una somma sempre maggiore al trading, consapevoli del rischio che l’intera somma utilizzata per il trading possa essere persa.

Affidarsi alle piattaforme di trading

Soprattutto se si è ancora alle prime armi, affidarsi a una piattaforma di trading può essere una buona soluzione per cominciare a giocare in Borsa. Oggi ne esistono di diverse. Il loro funzionamento è molto semplice: a fronte di un’iscrizione e di un deposito di denaro, che rappresenterà il capitale di investimento, i consulenti dietro la piattaforma consiglieranno di investire in determinate azioni, prendendo una commissione in caso di guadagni da tali azioni.

Questo metodo consente di avere un “pacchetto chiavi in mano”. In sostanza non si dovranno studiare le azioni che si comprano, ma solo affidarsi all’esperienza dei consulenti di mercato. Ad oggi risulta essere un metodo utilizzato soprattutto dai principianti che, almeno all’inizio, si trovano a dover far ei conti con un mondo ancora troppo complicato da gestire.

Utilizzare le piattaforme di trading, però, non consente molta libertà di azione e non prevede guadagni elevati proprio perché i capitali iniziali di investimento si mantengono su livelli bassi e poco rischiosi. Per ottenere guadagni maggiori occorre staccarsi da tali piattaforme ma passare molto tempo a studiare e ad analizzare uno per uno i vari pacchetti azionari.

Acquistare azioni tramite la propria banca

Molte banche prevedono la possibilità di far acquistare ai propri clienti dei pacchetti azionari, di solito riguardanti azioni di società italiane. Per farlo è necessario aprire un conto titoli che sarà diverso dal proprio conto corrente e sul quale si andranno a depositare i fondi destinati agli investimenti.

Alcuni istituti bancari possono mettere a disposizione del cliente un consulente o lasciare che sia lui stesso a individuare i titoli da acquistare. Nel primo caso le commissioni aumenteranno perché si andranno ad aggiungere a quelle della banca. Nel secondo caso si pagheranno solo le commissioni stabilite al momento dell’apertura del conto titoli e destinate all’istituto bancario.

Conclusioni

Investire in Borsa con le azioni può rappresentare davvero un ottimo metodo di guadagno. Tuttavia, bisogna essere ben consapevoli di tutti i rischi che si corrono e procedere per gradi. Le possibilità sono molte, a volte anche molto sicure ma, almeno per i meno esperti, cominciare da zero e in autonomia può essere davvero una scelta sbagliata. Affidarsi, invece, a piattaforme e consulenti e procedere in proprio una volta acquisita una certa esperienza si rivela essere il percorso migliore.

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